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Crispiano terra di briganti - Il periodo post unitario (1861-1863)
Crispiano terra di briganti  - Il periodo post unitario (1861-1863) - Clicca per ingrandire

Il periodo storico immediatamente successivo l’unita d’Italia vide nascere in Puglia, così come in altre regioni del mezzogiorno, il fenomeno eversivo del brigantaggio. Il plebiscito del 21 ottobre 1860 mise per sempre fine al Regno delle Due Sicilie e al potere di Francesco II di Borbone e risaltò il vero intento dei Piemontesi che, consci della loro ormai consolidata vittoria, assunsero atteggiamenti da veri e propri conquistatori. Questa situazione fece sentire tranquilli i proprietari terrieri che, se da una parte erano consapevoli che il nuove regime avrebbe attuato un inasprimento fiscale, dall’altra si resero conto di come la redistribuzione dei terreni demaniali non sarebbe mai realmente avvenuta. Nel mese di giugno del 1861 cominciarono così le prime sommosse da parte di contadini che rivendicavano la restituzione e la suddivisione dei demani e delle terre degli enti ecclesiastici facenti parte dei beni dello Stato, e che chiedevano si ponesse un freno allo strapotere dei galantuomini (ceto agrario-professionale), da sempre ostili ad ogni tipo di innovazione ed approfittatori dell’ignoranza della povera gente. Ad arroventare ancor di piu’ la situazione si aggiunsero l’introduzione della leva obbligatoria, la quale comprese anche ex componenti dell’ormai disciolto esercito borbonico, il proclama di Federico II di borbone che indicava lo straniero come la rovina del regno e le disastrose conseguenze di povertà e miseria apportate dall’abolizione dei dazi doganali, fino a quel momento importante strumento di protezione della delicata rete imprenditoriale meridionale dalle merci di produzione straniera. La mescolanza di questi disagi socio-economici portò ad una vera e propria guerra dei “cafoni” contro i signori ed i loro protettori. I nuovi eroi diventarono i briganti: Sergente Romano, Crocco, Pizzichicchio, Laveneziana, Ninco Nanco, Coppolone, Nenna Nenna e molti altri ancora e, proprio il Sergente Romano fece del bosco Pianelle e delle campagne adiacenti i territori di Martina e Crispiano il nucleo di accentramento dei suoi seguaci. A seguito della sconfitta e della conseguente morte del Romano da parte del 10° reggimento di fanteria il 1 dicembre 1862, l’eredità fu raccolta da Cosimo Mazzeo, detto Pizzichicchio, il quale si fece promotore di delitti cruenti come quelli di: Padre Nicola Vinci, un sacerdote che da Massafra si recava alla masseria Vallenza; il fratello di Giovanni Pellegrini, detto Taccone; lo speziale (farmacista) Francesco Paolo Piccoli, che fu massacrato barbaramente. L’escalation di violenza verificatasi nei primi mesi del 1863 si allargò a macchia l’olio per mezzo di razzie, fucilazioni e arresti, finchè il nuovo generale dei Carabinieri Stefanelli decise di porre fine una volta per tutte a quello scempio. Il Generale Stefanelli trovò l’uomo giusto nel Capitano Francesco Allisio, il quale costituì una colonna mobile formata da 29 carabinieri a piedi, 19 a cavallo, 31 cavalleggeri del reggimento Saluzzo e 14 guardie nazionali. Nel corso di una di queste operazioni (giugno 1863) la banda di Pizzichicchio fu intercettata e costretta a riparare presso la masseria Belmonte, a sud-est di Crispiano e in quel pianoro l´agile cavalleria prima attaccò, poi finse una ritirata e, subito dopo, tornò alla carica contro le schiere dei briganti. Morti, feriti e semplici prigionieri furono portati a Taranto, ammassati su un lungo corteo di carri; giunti nei pressi del cimitero, i sopravvissuti furono anch´essi uccisi. Su 37 briganti soltanto 11 furono feriti e catturati vivi, mentre soltanto un cavalleggero riportò una ferita di una qualche entità. Ai cadaveri degli uccisi esposti in pubblico, si aggiunsero quelli dei prigionieri, passati per le armi senza misericordia. Il 25 agosto del 1863 la "Legge Pica" decretò il successo della lotta contro il brigantaggio, che però poté dirsi del tutto eradicato solo con l´estate del 1864, fatta eccezione per qualche atto vandalico compiuto da malfattori isolati. Bibliografia http://www.italiainrete.net/parcodellepianelle/brigantaggio.htm http://www.carabinieri.it/Internet/