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Crispiano, dai primi insediamenti alla proclamazione di Comune indipendente (1794-1919)
Crispiano, dai primi insediamenti alla proclamazione di Comune indipendente (1794-1919) - Clicca per ingrandire

Nel 1794 quattro contadini di Martina Franca giunsero a Crispiano in cerca di lavoro, che di fatto trovarono presso alcune Masserie presenti nelle vicinanze delle contrade li Castelli, Masseria De Siati e San Francesco, allora appartenenti ai Francescani di Napoli. Queste comunità però non videro di buon occhio i nuovi arrivati perché li consideravano gente sospetta che avrebbe potuto creare rappresaglie e, di conseguenza, negò a loro la permanenza sui fondi. Di fatto i quattro contadini si ritirarono nelle grotte del vallone, attuale location del presepe vivente di Crispiano. In poco tempo i nuovi arrivati incominciarono ad appropriarsi di alcuni terreni demaniali, allora soggetti alla decima dell’arcivescovo di Taranto, e coltivarono gli stessi per proprio conto, e visto il relativo ritorno economico, decisero di fermarsi stabilmente in quel luogo, costruendo a loro volta famiglia tramite il matrimonio con alcune ragazze martinese. Con quella comunità, in quelle grotte, nasceva l’embrione dell’attuale Crispiano. La prima metà del XIX secolo fu interamente dedicata alla coltivazione dei terreni, mentre nella seconda metà del secolo si cominciò alla costruzione del paese moderno tramite la costruzione delle prime abitazioni, che permisero così l’abbandono delle grotte umide. Con l’accrescere dei bisogni, cresceva proporzionalmente la popolazione che, sempre più bisognosa di una vita civile, vide crescere il numero di: operai, fabbri, sarti, calzolai, maniscalchi ed tante altre figure professionali. A memoria storica va ricordato l’allora primo farmacista-tabaccaio di Crispiano Saverio Fighera di Martina, il quale preparava pillole e purganti in una grotta della Masseria di Minchiditato. Nel 1834 la Comunità supplicò, con esito negativo, il governo di Napoli affinchè gli fosse concessa una rappresentanza nel Deucorionato di Taranto. Il 29 febbraio 1892, cinquantotto anni dopo, la Comunità espresse la volontà di rendersi indipendente da Taranto e formare un Comune autonomo tramite memoriali e suppliche al Comune di Taranto ed al prefetto di Lecce, ottenendo di li a breve la nomina di tre consiglieri scelti nelle persone di: Sig. Greco Giuseppe di Giuseppe Michele, Greco Vito di Giovanni e Pasquale Mancini (in seguito diventerà primo sindaco di Crispiano). L’operato dei tre consiglieri assieme alla buona volontà del Sindaco di Taranto, Cav. Vincenzo Damasco, portarono in breve tempo a Crispiano la nomina della prima levatrice patentata, l’impianto del telefono, l’arredamento della sede comunale, la sistemazione delle strade e del cimitero e l’approvazione del progetto della nuova Chiesa Parrocchiale. La sola nomina dei tre consiglieri continuava comunque a rimanere stretta alla popolazione di Crispiano che, il 4 marzo 1900, per mezzo di un’ ampia petizione popolare, incaricò i Signori Greco Giuseppe e Greco Vito Modesto di rimetterla a S.M. il Re, affinché Crispiano venisse dichiarato Comune indipendente ai sensi dell’art. 115 della Legge Comunale e Provinciale in vigore. Alla Domanda furono allegate le seguenti motivazioni : popolazione superiore a 4000 abitanti, mezzi sufficienti per sostenere le spese comunali, notevole distanza dalla città ed i difficili mezzi di comunicazione tra i due centri abitati. A queste numerose motivazioni furono aggiunte inoltre il certificato dell’Arciprete del 14 marzo 1900 che indicava i confini della giurisdizione della parrocchia e l’atto pubblico del Notaio Casavola di Montemesola del 4 marzo 1900 che accertava i confini della frazione e tutte le numerose masserie presenti al suo interno. Dopo l’espletamento delle pratiche il 9 marzo 1908 il Prefetto di Lecce convocò gli elettori della borgata e conseguentemente furono nominati Commissari Greco Vito di Giovanni, Ricci Francesco di Raffaele ed il Cav. Tarsia Paolo, mentre il 2 ottobre sempre dello stesso anno l’Ufficio del Genio civile della Provincia approvò la Planimetria del nuovo Comune. A seguito di ciò il Consiglio e la Giunta di Taranto approvarono l’11 e il 13 ottobre 1913 il piano planimetrico, determinando definitivamente i confini del territorio del Comune di Crispiano. Il 14 novembre 1919 giunse a Crispiano il Regio decreto con il quale il territorio di Crispiano veniva definitivamente distaccato da Taranto. I crispianesi votarono per la prima volta il 24 ottobre 1920, affidando la guida del paese a Pasquale Mancini. Nel dicembre 1920 si insediò la prima Assise, nella cui circostanza il primo Sindaco di Crispiano Pasquale Mancini pronunciò un significativo discorso alla cittadinanza. Di seguito è doveroso citare una parte saliente ed importante di quel discorso : “Chiamato dalla vostra prima rappresentanza all’altra e non ambita carica di primo Magistrato cittadino e solo perché gli eletti del popolo hanno voluto dimostrare coi fatti che da nessuna ambizione sono stati spinti alla lotta, benché conosca le mie povere forza impari all’arduo compito affidatomi, nulla di meno mi sono piagato all’esigenze della presente situazione, per l’imprescindibile dovere, che deve sentire ogni cittadino nella vita di uomo pubblico”. Crispiano aveva finalmente raggiunto lo storico traguardo di Comune indipendente. Bibliografia: dagli scritti di Pasquale Mancini e Blandamura